Ogni ora perduta durante la giovinezza è una possibilità di infelicità per l’avvenire”.
Honoré de Balzac

La giovinezza: età dell’oro, stato di grazia segnato da venature di sana follia e di noncuranza. L’illusione di una morte inesistente e le infinite possibilitá da esplorare che si profilano all’orizzone, sono le risorse principali di questa fuggevole tappa della vita. Nella lente prospettica giovanile, a tratti distorta, il pensare al domani si tinge di illusione per un futuro radioso. È Il momento dell’attesa, della stasi, dello stare sulla soglia della vita senza averne, tuttavia, fatta reale esperienza. Il varcare questa soglia non è un passaggio per nulla semplice poiché porta il suo peso di incertezze ed inquietudini. Il momento della formazione è per questo davvero fondamentale e la scuola è l’istituzione che piú di tutte ha l’obbligo di gettare un solido ponte tra la soglia del presente e il futuro. Lo scarto formativo tra istruzione e mondo de lavoro è esattamente quel gap su cui costruire il suddetto ponte.

Ci può venire in aiuto a tal proposito la legge 107 del 2015 (La Buona Scuola) che introduce l’obbligo per tutti gli istutiti di scuola superiore di dedicare un certo numero di ore (400 per gli istituti professionali e 200 per i licei) alla formazione professionale, equamente divise tra teoria e pratica. Questo modello didattico di alternanza scuola-lavoro rappresenta una notevole opportunità di crescita in termini di acqusizione di competenze e di formazione, e si spera possa essere una buona arma a disposizione dei govani per combattere la disoccupazione e il disallineamento tra domanda e offerta del mercato del lavoro. Questa connessione, stabilita tra scuola e mondo esterno, pone le basi per un dialogo intergenerazionale e della conseguente crescita reciproca, mettendo l’Italia al passo con una prassi già diffusamente europea.

La parte teorica comprende incontri formativi di orientamente con esperti esterni che portano ai ragazzi testimonianza della loro esperienza, preparandoli ad un percorso che loro stessi hanno intrapreso. L’orientamento è fondamentale per la scelta che gli aprirà le porte al mondo degli adulti. Scegliere quale facoltá intraprendere all’universitá o il mestiere da imparare rappresenta il primo tassello nel mosaico del futuro, e certamente un primo importante passo verso la strada di una vita piena e soddisfacente. Un’ispirazione è proprio quello che servirebbe. Vedere una redazione giornalistica o lo studio di un pittore, ascoltare la testimonianza di un esperto di marketing o di un economista può infondere nei ragazzi un sogno, un’ambizione, una passione che potrá motivarli in futuro a intraprendere l’una o l’altra strada.

La partecipazione non è limitata ad imprese e aziende. Anche associazioni sportive e di volontariato, enti culturali, istituzioni e ordini professionali possono diventare partner alleati di questo modello educativo per sviluppare in sinergia esperienze coerenti con le attitudini e le passioni di ogni singolo studente.
Sul piano propriamente pratico, questo modello offre anche la possibilità di stage da svolgere all’interno di aziende, imprese, enti culturali… in questo caso i ragazzi vengono inseriti nel vero e proprio cuore produttivo facendo reale esperienza di quello che è il mondo del lavoro.

Lo scopo principale a cui mira questo sistema è stimolare la creatività dei ragazzi, svilupparne il senso di iniziativa, di rapidità si ideazione e di attuazione, in modo tale da prepararli al passaggio a quelli che saranno i ritmi dell’età adulta ed attutire, per quanto possibile, il trauma che concerne questo passaggio.
Questa comunicazione scuola-lavoro è quantomai necessaria. Ognuna delle parti mantiene il proprio ruolo mentre si intersecano vicendevolmente per uno scambio fruttifero e socialmente efficace.
L’alternanza scuola-lavoro è un’iniziantiva con caratteristiche di internazionalità che permette ai nostri ragazzi di mettersi agevolmente al passo con l’Europa, il mercato del lavoro europeo e la sua richiesta di creatività, di capacità di pianificazione e di raggiungimento di obiettivi.

E a tal proposito è bene sapere che questo modello didattico prevede la possibilità di svolgere attività di formazione e di stage anche all’estero. Questa esperienza se fatta in un altro paese puó aggiungerà alle skills gía elencate quella della lingua straniera, un plus assolutamente imprescindibile in un mondo del lavoro sempre più globale e riluttante alle barriere territoriali e linguistiche.

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